A metà ottobre, con il calendario ormai chiuso, 150 ciclisti sono saliti verso Cima Grappa o hanno pedalato in pianura fino ad Asolo. Poi si sono ritrovati tutti alla stessa festa, a Bassano.
A metà ottobre la stagione ciclistica in montagna, di solito, è finita. Gli eventi si sono già svolti, le strutture riducono gli orari, molti appassionati appendono la bici al chiodo fino alla primavera. Eppure il Monte Grappa in autunno ha i colori migliori dell’anno, l’aria fresca e le strade più tranquille. KRAPP nasce dall’idea di non sprecare quella finestra.
La montagna, del resto, non ha bisogno di presentazioni. Il Grappa supera di poco i 1.770 metri, ma dalla pianura sembra molto più alto, perché si alza di colpo alle spalle di Bassano. Nel 1917 e nel 1918, dopo Caporetto, fu una delle linee su cui si fermò il fronte, e il Sacrario militare in vetta ne custodisce la memoria. Dal 2021 il massiccio è riserva della biosfera UNESCO. Per chi va in bici è una salita che tutti conoscono, almeno di nome: una meta che non va spiegata.
Due percorsi, una festa
La sfida era tenere insieme due pubblici. Da una parte chi cerca la salita vera, dall’altra chi vuole soltanto una bella giornata in bici. La risposta è stata dividere i percorsi senza dividere la giornata. La Krapp, 80 chilometri e 1.800 metri di dislivello, portava fin nei pressi di Cima Grappa. La Piana, 45 chilometri e 400 metri, era pensata per chi voleva pedalare senza soffrire. Gravel, MTB e bici da strada erano tutte ammesse.
Il dettaglio decisivo è stato l’orario. Chi affrontava la salita partiva alle dieci, chi sceglieva la Piana alle undici e mezza. Quell’ora e mezza di scarto compensava la differenza di fatica e faceva rientrare i due gruppi più o meno insieme, così che la festa potesse cominciare con tutti presenti.
«Non diventa mai più facile: vai solo più veloce.»
— Greg LeMond, tre volte vincitore del Tour de France
In quota, a ottobre
Sul percorso lungo il supporto era pensato per la montagna d’autunno: un ristoro mobile con auto al seguito, un gazebo nei pressi di Cima Grappa e il ristoro comune ad Asolo, la città dei cento orizzonti, dove i due percorsi si incrociavano. Il gazebo in vetta non era un vezzo. In quota, a ottobre, il tempo cambia in fretta, e avere un punto d’appoggio nel tratto più esposto fa la differenza tra un’avventura e un problema.
La Bassano Club House ha fatto da village e da casa della festa. Un luogo che esiste tutto l’anno dà all’evento un indirizzo riconoscibile e lascia una relazione che continua anche dopo.
Perché ottobre
La scelta della data ha un senso preciso per il territorio. A stagione turistica chiusa, un evento porta presenze in un periodo in cui ristoranti, bar e strutture ricettive lavorano molto meno. Per chi pedala è l’ultima occasione dell’anno per una salita vera, con l’aria fresca e la luce bassa dell’autunno. Ai piedi del massiccio c’è Bassano, con il Ponte degli Alpini e la tradizione della grappa. Le colline intorno, in quelle settimane, profumano di castagne. È un territorio che in autunno ha molto da offrire e pochi motivi per farlo scoprire. KRAPP è diventato uno di questi motivi.
Fruscio puro
Alla fine si sono contati 150 partecipanti, in un periodo in cui ristoranti e strutture della zona lavorano molto meno. Alessandro Basso l’ha detto con una frase che a Fruscio è piaciuta molto: «Ora ho capito… Fruscio puro sul nostro Grappa e nella nostra città».
Per Bassano è stato un sabato d’autunno con le strade piene di ciclisti e la Club House animata fino a sera.
KRAPP dimostra che una salita iconica può diventare un appuntamento fuori stagione, se il format è pensato per più livelli e la giornata non finisce all’arrivo.
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