Un anello gravel con tre “uscite di sicurezza”, due itinerari per la bici da strada e una domenica per tutti. Così The Eagle ha portato 250 ciclisti sulla piana più selvaggia dell’Altopiano dei Sette Comuni.
La Piana di Marcesina è uno di quei luoghi che sorprendono chi li vede per la prima volta. Sul margine nord-orientale dell’Altopiano dei Sette Comuni, nel territorio di Enego, si apre un grande pianoro a oltre 1.300 metri, circondato da boschi di abete e attraversato da strade forestali. D’inverno è noto per temperature tra le più basse d’Italia. D’estate diventa un mosaico di prati, zone umide e orizzonti larghi, rari nelle Prealpi. Per chi pedala su sterrato è quasi un terreno ideale.
È anche, però, un luogo lontano da tutto. Un evento lassù deve riuscire in tre cose insieme: convincere le persone a salire, farle fermare a dormire e non far sentire escluso chi non ha le gambe per cento chilometri.
Escape Edition
La risposta si chiamava Escape Edition. Un anello di circa 100 chilometri e oltre 2.000 metri di dislivello, con tre Escape Point lungo il tracciato: punti in cui ogni partecipante poteva decidere di rientrare al village. Il percorso si adattava alla giornata di chi pedalava, non il contrario.
Sembra un dettaglio organizzativo, ma cambia la natura dell’evento. In un percorso tradizionale chi si iscrive al lungo resta legato a quella distanza. Se a metà giornata le gambe non rispondono o il cielo si chiude, ritirarsi diventa un problema logistico e una piccola sconfitta. Con tre uscite, ognuno parte con un obiettivo e lo aggiusta strada facendo. E chi non si sarebbe mai iscritto a cento chilometri in quota, ora ci prova.
«Pedala tanto o poco, a lungo o per poco, come ti senti. Ma pedala.»
— Eddy Merckx (attribuita)
Per la prima volta, accanto a gravel e MTB, c’erano anche due itinerari per la bici da strada, da 37 e 75 chilometri, sui tranquilli asfalti del versante orientale dell’Altopiano, con vista sulla Valsugana. Una scelta che ha portato nello stesso village due community che di solito non si incontrano.
Un weekend, non una giornata
Il sabato il village del Centro Fondo Enego Marcesina è rimasto operativo tutto il giorno, con assistenza e ristoro, e all’arrivo c’era un momento conviviale. Dalle sette di sera la festa si è spostata ad Asiago, per l’aperitivo con musica al Le Petit Bistrot. La domenica mattina, alle nove, la Sunday Ride è partita da Kaberland: circa 40 chilometri a ritmo disteso, aperti a tutti, anche a chi arrivava solo per quel giorno. Come diceva il programma, The Eagle non finiva con l’arrivo del sabato ma continuava fino all’ultima pedalata.
Questa struttura ha un effetto diretto sul territorio. Chi viene per la Escape Edition e resta per la Sunday Ride dorme almeno una notte sull’Altopiano, cena, fa colazione. Kaberland ha messo a disposizione la propria rete di strutture per dormire e mangiare, collegata direttamente dalla pagina d’iscrizione: chi si iscriveva trovava subito dove alloggiare.
L’aperitivo del sabato ad Asiago completava il disegno: portava i partecipanti dalla solitudine della Marcesina al centro del paese e legava l’evento a un locale del territorio.
Com’è andata
Alla Escape Edition si sono iscritti 250 ciclisti. Denis Fincato ha riassunto il weekend dal punto di vista di chi ospitava: «Serietà e professionalità, oltre alla passione per lo sport e per la natura. Questo è quello che abbiamo visto al Centro Fondo questo weekend».
Un format che fa dormire le persone in quota vale due volte: per il territorio, che conta notti e coperti, e per i brand, che hanno a disposizione un pubblico per due giorni interi.
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