A Treschè Conca la pedalata parte e arriva accanto alla chiesa, nel cuore della sagra. Un buono birra della Pro Loco, le contrade in bici e la cena allo stand.
La sagra è il momento in cui un paese di montagna si ritrova. La parola viene dal latino sacrum e indicava la festa del patrono, attorno alla quale la comunità si riuniva per mangiare, ballare, rivedersi. Sull’Altopiano è ancora così: per qualche giorno l’anno il paese si raccoglie attorno alla chiesa, e chi è andato a vivere altrove torna.
Sagra Ride porta la bicicletta dentro quel momento invece di affiancarle un evento separato. Partenza e arrivo sono dentro la sagra di Treschè Conca, frazione di Roana, con lo stand Fruscio accanto alla chiesa. Il percorso, circa 40 chilometri e 1.000 metri di dislivello tra asfalto, strade bianche e boschi, attraversa le contrade, i piccoli nuclei di case sparsi tra i prati che disegnano i paesi dell’Altopiano. Non si passa accanto al paese: ci si passa dentro, da un cortile all’altro.
Anche il tono era quello di una festa. Il programma consigliava di scaricare la traccia entro il venerdì, per non ritrovarsi a farlo sotto il campanile mentre tutti partivano.
«Prima di guardare che cosa mangiare e bere, guarda con chi mangiare e bere.»
— Epicuro, citato da Seneca nelle Lettere a Lucilio
Piccoli dettagli che contano
L’iscrizione era gratuita, ma con una cauzione di cinque euro, restituita alla partenza o convertita in un gadget. Sembra un dettaglio, e invece risolve il problema di ogni evento gratuito: molti si iscrivono e poi non si presentano. Una cauzione bassa filtra le iscrizioni senza fermare nessuno e permette di dimensionare ristori e cena.
La Pro Loco ha accolto ogni iscritto con un buono birra, e il gesto va oltre la cortesia. È il paese che dice ai ciclisti: siete ospiti nostri. Il format è co-promosso con Ride Asiago, la community locale che conosce strade, persone e abitudini, e con cui Fruscio firma anche una maglia in merino. Fruscio porta in cambio struttura organizzativa, comunicazione e un pubblico che arriva da fuori Altopiano.
Quello che resta al paese
Dopo l’aperitivo offerto, i partecipanti restano a cena allo stand gastronomico e alla musica dal vivo. Ogni coperto in più è un ricavo per la Pro Loco, che con la sagra finanzia le proprie attività durante l’anno. Lo scambio è semplice: il paese porta la festa, Fruscio porta ciclisti che a Treschè Conca, altrimenti, non sarebbero mai arrivati.
Vuoi portare una ride dentro la festa del tuo paese? Parliamone.
